Il Tetra Pak, un inquinamento !! Troppi materiali per fare il Tetra Pak

Circa 20 anni fa, il latte veniva comprato in bottiglie di vetro. Adesso si ha l’abitudine di comprare la confezione in Tetra Pak, e negli ultimi anni l’ambiente ha risentito dei problemi che ha creato questo materiale per essere prodotto e poi smaltito.
Infatti per risolvere questo problema, sarebbe giusto comprare il latte nelle confezioni di vetro , per non sprecare carta, alluminio e politene .

COME SI PRODUCE IL TETRA PAK?

Il Tetra Pak è composto: in maggior parte da carta che ne costituisce il 74%; da polietilene per il 21%  (materiale composto da una plastica speciale che trattiene i liquidi e crea una barriera contro i micro organismi dell’ aria. Purtroppo questo materiale è molto difficile da smaltire perché è un composto da varie plastiche); infine da uno strato di alluminio per il 5%.

PERCHÉ IL TETRA PAK È INQUINANTE?

La produzione del Tetra Pak negli ultimi 15 anni è aumentata, e per questo anche lo smaltimento è raddoppiato. Nel 2007 è stata fatta una ricerca dal ”Movimento Cinque Stelle”, riscontrando che il 90% del tetra pack finisce nelle discariche, mentre solo il 6,3% viene riciclato. Attraverso  questi dati abbiamo dedotto  che bisogna riciclare di più e non gettare Tetra Pak nelle discariche  come se fosse un rifiuto qualunque, perché il politene contenuto all’ interno è molto inquinante per l’ambiente essendo è composto da vari tipi di plastiche.

 COME VIENE RICICLATO?

Il Tetra Pak, materiale composto da carta, plastica e alluminio, può essere riciclato trasformandolo in“EcoAllene” (materia plastica ottenuta dal recupero contemporaneo delle frazioni plastiche e metalliche e utilizzata per produrre oggetti di uso quotidiano) , ma è necessario un passaggio intermedio: i rifiuti in Tetra Pak vengono inviati prima a una cartiera, all’interno della quale si separa la parte cartacea da quella plastica e metallica.
Una volta effettuata questa operazione, la parte non cartacea viene trasferita all’interno dell’impianto di Alessandria, dove può essere lavorata per produrre appunto EcoAllene.

Matteo Barraco, Nicolò Luminari, Alberto Medici (1A Agrario)

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