Uscita didattica a Numana: un tuffo nella storia antica delle Marche

di Luca Fiorentini – classe 1°C AFM Un’interessante e coinvolgente uscita didattica al museo archeologico Antiquarium di Numana ha permesso, il 9 maggio 2019, alle classi 1^ C AFM e 1^B TUR dell’I.T.E.T. “P. Cuppari – S. Salvati” di Jesi, di conoscere la storia della civiltà picena fiorita nelle Marche nel IX secolo a.C.
La visita al museo è iniziata intorno alle 9:30 con la guida Marta, una giovane archeologa, che ha raccontato ai ragazzi la storia della civiltà picena, mettendo in risalto il legame che esisteva fra questa e quella etrusca e greca.
Infatti il museo raccoglie numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio dell’antica Numana e della riviera del Conero che evidenziano tale forte legame.
L’influsso degli Etruschi e dei Greci si vede soprattutto negli oggetti e nelle tombe: esistevano infatti molte necropoli nelle quali sono state ritrovate circa millecinquecento tombe.
Come la guida ha spiegato, queste erano molto semplici, ma contenenti diversi oggetti che erano appartenuti al defunto nella vita terrena.
È interessante da notare quali sono i tipi di oggetti che si possono trovare e il loro significato: se il defunto era un maschio si trovano, solitamente, rasoi, armi o spilloni; se, invece, il defunto era una donna troviamo fibule, conocchie e oggetti legati alla filatura, che era la loro attività quotidiana oltre a essere esse tutrici della casa.
Quando si trovano i morsi dei cavalli, allora siamo di fronte alla tomba di un aristocratico, in quanto avere un cavallo era simbolo di potere.
Tra le tombe più importanti del museo ricordiamo la “Tomba della Regina”, chiamata così per la grande quantità di oggetti ritrovati e appartenenti ad una figura aristocratica di cui non si conosce il nome.
Un influsso evidente della cultura greca su quella picena è dimostrato dalla presenza di molti vasi attici, con il loro particolare colore arancione e nero, risultato di un’argilla cotta e decorata in Grecia.
Altro elemento importante della cultura picena è l’alfabeto, che si presenta molto simile a quello etrusco, il quale a sua volta riprende quello greco. Infatti, come la guida ha spiegato, i commerci avvenivano spesso sia in lingua etrusca che greca.
Sono state invece ritrovate nel Sud delle Marche molte iscrizioni nella lingua chiamata “Sud Piceno”, mentre a Numana ce ne sono poche, in quanto sembra che gli abitanti di quella zona non amassero molto la scrittura.
Infine, con la battaglia di Sentino i Romani conquistarono Numana e da qui in poi avviene un processo di integrazione tra le due culture ponendo fine alla civiltà picena nel III secolo a.C.
Terminata tale entusiasmante uscita didattica, i ragazzi sono tornati a Jesi con maggiori conoscenze della civiltà picena e soddisfatti di aver potuto osservare dal vivo reperti risalenti alla preistoria che fino a quel giorno avevano visto solo nei libri scolastici.

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